Festeggiamenti in onore di San Francesco da Paola

A Pedali, la prima settimana dopo la Pasqua. Nel centro storico, l'ultima settimana di agosto. La festa di San Francesco di Paola con i complessi e spettacolari riti arborei rappresenta un unicum nel ventaglio delle tradizioni orali del Mezzogiorno. Il rituale è pressappoco identico sia a Pedali che nel centro storico. Nei boschi del Pollino e nella montagna di 'basso' di Viggianello vengono abbattuti gli alberi ('pitu' e 'cuccagna') destinati al trasporto con i buoi in paese. Prima del trasporto, gli animali ('paricchi') e dei bovari ('gualani') vengono benedetti sul sagrato della chiesa, in ossequio alla sacralità dei gesti che si consumano durante l'intero rito. Al giovedì avviene l'abbattimento degli alberi, al venerdì quello della 'rocca' (l'abete), che è poi l'elemento 'femminile' posto in cima alla 'cuccagna', al sabato avviene il faticoso trascinamento degli alberi da parte dei buoi in paese. Queste giornate sono scandite da bivacchi ed eroici pernottamenti in montagna, balli, canti e musiche tradizionali al suono di organetto e zampogna. La domenica è dedicata all'innalzamento della cuccagna in piazza e alla processione religiosa che fa da cornice al rituale profano. A Pedali avviene pure l'antico rito dell'arrampicamento della 'cuccagna'. Miracoli e fatti straordinari sono legati alle spesso pericolose operazioni di taglio e innalzamento della 'cuccagna', sempre a mano e con l'aiuto dei buoi (animali cari al santo), come la tradizione vuole.A questa festa accorrono ogni anno gruppi di pedalesi e viggianellesi emigrati al nord,in particolare nel varesotto,con l'intento di proseguire e tramandare le tradizioni dei propri avi. Le origini di questo rito arboreo si perdono nella notte dei tempi. È tuttavia certo che riti identici si svolgono anche in Portogallo. Questo dimostrerebbe che non è improbabile che furono i conquistatori spagnoli, nel corso del XVI secolo, ad importare questa tradizione nei nostri centri.